Giovane cavaliere

 

 Giovane cavaliere

 

Poso le mie mani là dove sei tu

giovane cavaliere

della fine e del principio.

Voglio contenerti come fa una culla

una grotta un guscio di noce.

Ti porto lentamente come una tigre gravida

in luoghi che non vedi nei suoni che non sai.

Avidamente ascolto dentro il mio corpo vivo

fruscii di vento e risacche di mare.

E ascoltando penso che dal tuo nuovo posto  

mi parli mi senti.

Lì voglio trovarti nella tua forma strana

di essere smarrito ma presente.

Avidamente attingo alla tua forza pura

e ripercorro il fiume fin quasi alla sorgente.

Guardando la sorgente immagino il tuo inizio

ma non riesco non posso vedere la tua fine.

Preferisco pensare di portarti a spasso